Innovatività
Il nuovo Piano strategico 2021-2026 si contraddistingue per tre caratteristiche innovative che lo rendono uno strumento attuale e flessibile. Un grande ateneo che voglia affrontare adeguatamente le sfide che il presente e il futuro gli riservano deve abbandonare i modelli di pianificazione tradizionali, statici e non accessibili a tutte e tutti, cercando soluzioni adatte a un contesto in continua evoluzione.

Trasversalità
Nelle fasi iniziali l’attività si è concentrata sull’analisi del contesto interno ed esterno all’Ateneo attraverso cui è stato possibile formulare alcune riflessioni sulla struttura del documento e sull’organizzazione dei contenuti. Sin da subito il Rettore ha espresso la volontà di superare la tradizionale suddivisione in Didattica, Ricerca e Terza Missione a favore di una struttura più attuale che, nella traduzione dei contenuti del documento programmatico in strategie, valorizzasse la trasversalità dell’azione strategica.
Didattica, Ricerca e Terza Missione rappresentano ancora oggi le funzioni centrali del nostro ateneo, ma non devono essere considerate tre isole senza connessioni tra loro e con l’esterno. Si è scelto quindi di dare una lettura multidimensionale alle tre funzioni fondamentali dell’università, declinandole in tre ambiti di riferimento, PERSONE, LUOGHI e PROCESSI connessi gli uni agli altri.
Si tratta di un sistema concepito e realizzato a partire dall’identificazione di assi trasversali che investono tutte le aree di cui esso si compone e che attiva un meccanismo di ‘vasi comunicanti’, in cui i singoli settori si profilano come perimetri operativi aperti al flusso (di pratiche, azioni e dati) che li attraversa a tutti i livelli e in ogni sua parte (ambiti, priorità e obiettivi). Si crea così un macro-meccanismo sinergico in cui ogni settore è interrelato all’altro e che nel complesso funziona in modo osmotico, garantendo - in virtù della sua coerenza interna - la coesione e lo scambio costante tra le sue componenti. Ciò dimostra la correttezza dello studio di fattibilità previo, l’adeguatezza della concezione iniziale e della successiva pianificazione. Questi aspetti provano l’efficacia dell’attuazione e l’idoneità e la congruenza a livello operativo della progettazione, consentendo di passare dall’idea alla sua realizzazione e di costruire un sistema aperto, in cui la trasversalità è un fattore operativo basilare per la programmazione.
Strumenti di misura per un modello dinamico
Gli strumenti di misura svolgono un ruolo centrale in tutte le fasi del processo di pianificazione strategica.
Dati e indicatori relativi ai processi primari e di supporto che animano le missioni dell’Ateneo sono funzionali:
- alle decisioni prese in fase di definizione del Piano;
- alle analisi che saranno effettuate in fase di monitoraggio dell’implementazione del Piano e di avanzamento verso gli obiettivi prefissati;
- alle azioni che verranno definite in ottica di miglioramento continuo a valle dei risultati raggiunti.
La scelta è stata di individuare tre tipologie di misure utilizzate per calibrare al meglio la declinazione della strategia in obiettivi e azioni: misure legate alle risorse economiche e umane messe in campo per la realizzazione del Piano (utilizzate nel monitoraggio interno), indicatori di azione, che misurano l’implementazione e l’avanzamento delle attività e indicatori di impatto, che intendono misurare l’effetto ultimo della strategia con attenzione al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Tale approccio metodologico garantisce oggettività e agevola la gestione delle priorità d’intervento, attraverso una pianificazione integrata che tiene conto delle risorse economico-finanziarie, umane e strumentali, consentendo di monitorare l’avanzamento delle iniziative e il raggiungimento dei risultati e degli obiettivi strategici sulla base di indicatori di performance e impatto.
Inoltre, poiché UniTo si colloca in un contesto nazionale di distribuzione di risorse con logica anche premiale, basata sulle performance dei singoli Atenei, diviene fondamentale recepire nel sistema di controllo di Ateneo le misure utilizzate nelle politiche nazionali, al fine di monitorare i trend e anticipare azioni correttive in ottica di massimizzazione dei risultati.
Con riferimento agli strumenti di misura e al monitoraggio dei risultati raggiunti periodicamente, si è scelto di utilizzare un modello dinamico. Il Piano strategico sarà oggetto di aggiornamento periodico da parte della governance al fine di rendere la programmazione sempre attuale e focalizzata. Questa dinamicità rende il Piano strategico “vivo” e rispondente alle esigenze derivanti dalle mutazioni del contesto in cui si colloca.
Dati e informazioni, inoltre, saranno messi a disposizione dell’intera comunità accademica, per supportare e orientare il coinvolgimento di ciascuno e fornire un quadro chiaro di riferimento rispetto alle azioni messe in campo.
Comunicazione
La terza caratteristica innovativa rispetto al passato è stata l’individuazione, fin dalle prime fasi del processo redazionale, della strategia comunicativa e del concept grafico, quali elementi fondamentali di un Piano che vuole proporsi come effi cace strumento di conoscibilità e condivisione dell’azione strategica non solo internamente, ma anche nei confronti della società tutta.
Per quanto riguarda la strategia comunicativa si è scelto di diffondere il Piano attraverso due canali: un formato stampabile, chiaro, comunicativo e facilmente fruibile da parte di qualsiasi lettore e un sito tematico interattivo e navigabile su più livelli di approfondimento, in linea con gli interessi del fruitore (pianostrategico2026.unito.it).
Dal punto di vista dell’individuazione del concept si è partiti dal presupposto che la veste grafica non sia un aspetto secondario bensì un elemento cardine e un veicolo per la trasmissione corretta dei contenuti. La scelta del concept “MOVE” è dettata dalla volontà di mettere in evidenza la dinamicità della comunità accademica proiettata nel futuro delle proprie ambizioni, all’interno di un contesto stabile che rappresenta la solidità di UniTo sia da un punto di vista economico e patrimoniale, sia scientifico e culturale.
